venerdì 24 novembre 2017

Il report dell'evento "Wine Fitness: Alto Adige"

La sera del giovedì 23 novembre, nella suggestiva cornice di un salotto settecentesco, sito al piano nobile di un palazzo storico della città di Frattamaggiore (NA), si è svolto un altro incontro targato Wine Fitness... un programma di eventi che, organizzati dall'Associazione Culturale "Enodegustatori Campani", sono volti all'approfondimento di vitigni e zone vitivinicole attraverso l'assaggio guidato di più bottiglie delle principali aziende del territorio.


Il focus è stato fatto questa volta sull'Alto Adige che, posto a ridosso delle Alpi e quasi interamente montuoso, rappresenta il territorio vitivinicolo più settentrionale d'Italia, mostrando tra l'altro forti influssi culturali e linguistici tedeschi (basta leggere le etichette dei vini per farsi un'idea!). 

Attraversato dal fiume Adige, il Südtirol presenta un clima dai tratti continentali o alpini, a seconda dell'altitudine, caratterizzato da estati calde ed inverni rigidi, nonché da forti escursioni termiche giornaliere che donano ai vini freschezza e profumi.

In quest'affascinante regione, che in antichità apparteneva alla "Raetia", le origini della viticoltura risalgono al 700 a.C. ed i vini retici ebbero in epoca romana molti illustri estimatori; sembra, inoltre, che proprio in queste terre gli antichi romani conobbero l'uso della botte in legno per la conservazione ed il trasporto del vino, che fino ad allora era riposto in anfore di terracotta.

Dato il clima, favorite sono le uve resistenti al freddo, come Sauvignon Blanc e Pinot Nero; oltre alle uve internazionali (piuttosto diffuse sul territorio), troviamo varietà autoctone, da cui si ottengono tra l'altro interessanti risultati, come Schiava, Lagrein e Traminer Aromatico. Tipico nei vigneti è poi il sistema di allevamento a "pergola", che ben si presta alle esigenze della viticoltura di montagna, permettendo di proteggere i grappoli dal forte irraggiamento estivo.

Ma passiamo, ora, ai vini degustati...

Ad aprire le danze è stato il Pinot Bianco 2016 di Terlan che, fondata nel 1893 nell'omonima località vicino Merano, rappresenta una delle cooperative di produttori più all'avanguardia di tutta la Penisola. Questa cantina conta più di centoquaranta soci che si prendono cura complessivamente di oltre centosessanta ettari di vigneto, siti ad un'altitudine compresa tra i 250 e i 900 metri sul livello del mare, ed offre al pubblico una produzione annua che supera abbondantemente il milione di bottiglie.
Prodotto in circa 110'000 bottiglie l'anno, questo vino affina per 5-7 mesi sui lievi in acciaio e rappresenta molto bene il territorio di origine. Si presenta, infatti, nel bicchiere con un vivace colore giallo paglierino con sfumature verdoline, mentre al naso si fa apprezzare per i suoi eleganti sentori floreali e di frutta a polpa bianca, cui seguono note di erbe aromatiche su un lieve sottofondo minerali e fumé; al gusto mostra buona freschezza e discreta sapidità... un vino sulla cui piacevolezza tutti siamo stati d'accordo! Infatti, la bottiglia a tavola è finita subito... segno oggettivo della sua bontà!
Dei vini prodotti da questa cantina ed ottenuti da questo vitigno ho potuto constatare la longevità in una degustazione fatta qualche tempo fa... sono dei bianchi da paura!

Tutti sanno dire "Ti amo", pochi sanno dire Gewürztraminer... come avrete intuito il secondo vino in degustazione è ottenuto da questo vitigno aromatico la cui zona di origine è rivendicata dall'Alto Adige, dal comune di Termeno in particolare. Il nome tedesco con cui il Traminer Aromatco è conosciuto deriva  dal termine "gewürz", che significa "speziato".  
Dal colore giallo paglierino carico con riflessi verde-oro, il Gewürztraminer 2015 di Terlan, la cui produzione si attesta intorno alle 110'000 bottiglie l'anno, si esprime al naso con sentori di albicocca, frutta esotica, fiori bianchi, uva spina ed erbe aromatiche; di buona morbidezza al gusto, mostra un finale leggermente amarognolo.

Siamo, poi, passati all'assaggio dei vini rossi con il buonissimo Blauburgunder 2012 di Garlider... a mio avviso, il più buon Pinot Nero prodotto in Italia e del quale ho già avuto modo di apprezzare più volte la bontà! (Vedi post precedente)
Ci troviamo nella Valle Isarco, la zona vitivinicola più a nord d'Italia, dove Christian Kerschbaumer, secondo i principi dell'agricoltura biologica, coltiva quattro ettari di vigneto su pendenze vertiginose che arrivano al 55% e ad altezze che vanno dai 540 agli 800 metri s.l.m.
Prodotto in poco più di un migliaio di bottiglie l'anno, questo vino, che matura per nove mesi in barrique, si è fatto notare per la delicatezza del colore e l'eleganza dei suoi profumi (al naso è un susseguirsi di sentori di sottobosco, frutta rossa e spezie), nonché per il piacevole equilibrio gustativo: risultando, inoltre, per nulla amarognolo, a differenza di tanti vini prodotti in zona a partire da questo vitigno... un capolavoro!

Quarto vino in degustazione è stato il Lagrein 2013 di Hartmann Donà che, enologo della Cantina di Terlano dal 1994 al 2002, ha iniziato a produrre vino per conto proprio a partire dal 2000.
Il vitigno autoctono da cui questo vino d'autore è ottenuto deriva il nome da Lagaria, cittadina della Magna Grecia situata sulle coste ioniche della Lucania, dove anticamente si produceva il "Lagarintos"... vino ottenuto da viti che verosimilmente furono poi diffuse nel nord Italia. Il robusto vino rosso "Dunkel" che se ne ottiene, riservato ai nobili e al clero, fu oggetto di rivendicazione durante la rivolta contadina del 1526; precedentemente, inoltre, nel 1370 l'Imperatore Carlo IV ne vietò la distribuzione tra le compagnie militari.  
Maturato per un anno in botti di legno, si presenta di colore rosso cupo nel bicchiere, mentre al naso sfoggia i suoi peculiari sentori di brunella alpina (cioccolato fondente e vaniglia), note di frutti di bosco e viola; piuttosto robusto e persistente appare poi all'assaggio, mostrando una fitta trama tannica.

Abbiamo, quindi, concluso la serata con l'assaggio del Torilan 2015 di Terlan, vino rosso ottenuto da uve Merlot per l'85% e da uve Cabernet Sauvignon per il restante 15%, che ci ha dato modo di ricordare come la zona dell'Alto Adige fosse considerata fino alla fine del XIX secolo una sorta di cantina dell'impero austro-ungarico: nel desiderio di produrre vini simili a quelli francesi, i nobili impiantarono vitigni internazionali, come Chardonnay, Merlot, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon.
Prodotto in circa 16'000 bottiglie l'anno, questo vino matura per 7-10 mesi in botti di legno grande; dal colore rosso rubino carico, si esprime al naso con sentori di ciliegia e frutti di bosco su un sottofondo di note speziate, mentre al palato appare ben equilibrato, nonostante la giovane età, pieno e piacevole.

Un bel colpo d'occhio sul panorama enoico altoatesino!

Un grande ringraziamento a Pierpaolo e Mena Damiano, aspiranti Sommelier Enodegustatori, per la gentile e calorosa ospitalità.


Per restare aggiornati sui prossimi eventi dell'associazione "Enodegustatori Campani" seguite il sito e la pagina facebook.

Grazie e alla prossima!




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